Le pompe di calore sono oggi uno dei metodi più diffusi per riscaldare le abitazioni: ecologiche, efficienti dal punto di vista energetico e moderne. Sempre più persone scelgono questa soluzione, vedendovi un’opportunità per ridurre le spese per i servizi pubblici e diventare indipendenti dai combustibili fossili. Tuttavia, anche il miglior dispositivo non porterà i benefici attesi se utilizzato in modo errato. Contrariamente alle apparenze, una pompa di calore non è un dispositivo “imposta e dimentica”: richiede la comprensione dei principi di funzionamento e delle impostazioni appropriate. L’errore più comune e allo stesso tempo più costoso? Cambiare troppo spesso le modalità di funzionamento e attivare inconsapevolmente il riscaldatore di emergenza.
L’errore più comune degli utenti di pompe di calore: cambiare troppo spesso le modalità di funzionamento

La pompa di calore funziona in modo più efficiente quando mantiene condizioni di funzionamento stabili. Cambiamenti frequenti delle modalità, ad esempio da “eco” a “comfort”, da “riscaldamento” a “auto” o da ‘raffreddamento’ a “off”, disturbano questo ritmo. Ogni cambiamento di questo tipo richiede una nuova regolazione dei parametri da parte del sistema, il che sollecita il compressore e ne riduce la durata.
Molti utenti credono erroneamente che cambiare frequentemente le modalità manualmente li aiuterà a controllare meglio la temperatura o il consumo energetico. Tuttavia, l’effetto è opposto: invece di funzionare in modo fluido, la pompa inizia a consumare più energia per i “riavvii” e per livellare la temperatura. Invece di un comfort termico stabile, si verifica un effetto sinusoidale: a volte troppo caldo, a volte troppo freddo.
In pratica, ciò significa che un dispositivo che potrebbe funzionare con un elevato coefficiente COP inizia a funzionare in modo meno efficiente. E più basso è il COP, più alte sono le bollette dell’elettricità. A lungo termine, questo comportamento porta anche a un’usura più rapida dei componenti del sistema di raffreddamento e può ridurre la durata della pompa di alcuni anni.
L’uso del riscaldatore di emergenza: un secondo errore costoso
Il riscaldatore di emergenza è un componente che dovrebbe svolgere una funzione ausiliaria, ovvero supportare la pompa di calore solo in condizioni estreme o in caso di guasto. Purtroppo, molti utenti lo attivano inconsapevolmente o lo utilizzano troppo spesso, trattandolo come una modalità di funzionamento standard. Si tratta di un grave errore, perché il riscaldatore funziona secondo il principio del riscaldamento elettrico classico, ovvero consuma molta energia.
Ogni suo avvio comporta un drastico aumento del consumo di elettricità e dei costi di esercizio. Se il riscaldatore funziona regolarmente, significa che il sistema è configurato male o utilizzato in modo inadeguato. A volte l’utente lo attiva da solo, cercando di riscaldare più rapidamente la casa, oppure si accende automaticamente a causa di impostazioni errate della temperatura nel controller.
L’uso prolungato del riscaldatore al posto della pompa di calore vanifica lo scopo di possedere questo dispositivo. Invece di risparmiare e rispettare l’ambiente, l’utente si ritrova con bollette più alte e un sistema inefficiente. Eppure bastano pochi semplici passaggi per evitare tutto questo.
Perché si verificano questi errori?
La causa più frequente è la mancanza di una formazione adeguata dell’utente. Dopo l’installazione della pompa di calore, gli installatori spesso si limitano a una breve spiegazione del funzionamento, senza spiegare l’importanza della stabilità delle impostazioni. Il risultato? Il proprietario dell’apparecchio inizia a sperimentare le diverse modalità senza capire quanto questo influisca sull’efficienza.
Il secondo motivo è l’eccessiva fiducia nell’automazione. Molti utenti presumono che una pompa “intelligente” adatterà automaticamente le impostazioni alle condizioni meteorologiche e alle esigenze dei membri della famiglia. È vero, i controller meteorologici sono molto avanzati, ma non possono sostituire le conoscenze di base sul funzionamento del sistema e il buon senso nell’uso.
Non si possono tralasciare nemmeno i consigli “esperti” dei forum online. I proprietari condividono le loro esperienze, che spesso riguardano modelli, installazioni o condizioni climatiche completamente diversi. Di conseguenza, qualcuno applica le impostazioni di qualcun altro, peggiorando inconsapevolmente l’efficienza del proprio sistema.
Come evitare i problemi e aumentare l’efficienza della pompa di calore?

La regola più importante è: imposta una volta sola e lascia lavorare il sistema. La pompa di calore ama la stabilità. Se la temperatura impostata e la curva di riscaldamento sono ben regolate, non è necessario intervenire frequentemente sulle modalità di funzionamento. Il regolatore meteorologico adatterà automaticamente i parametri alla temperatura esterna, mantenendo il comfort e un consumo energetico ottimale.
La seconda questione riguarda il controllo delle impostazioni del riscaldatore di emergenza. Vale la pena controllare nel menu del regolatore a quale temperatura esterna deve attivarsi. Di solito si consiglia di avviare il riscaldatore solo a temperature molto basse, ad esempio inferiori a -10 °C. Se si attiva più spesso, significa che c’è un errore nella configurazione o un problema con il bilanciamento della potenza del sistema.
Anche un adeguato controllo e monitoraggio sono importanti. Invece di “giocare” ogni giorno con il cambio delle modalità, è meglio impostare un programma adatto al ritmo della giornata. Le moderne applicazioni dei produttori consentono di monitorare il consumo energetico, i tempi di funzionamento e le temperature, fornendo un quadro più chiaro dell’efficienza dell’intero sistema. Una volta all’anno è opportuno effettuare una revisione di manutenzione, proprio come si fa con l’auto.
