6 motivi per scegliere un isolamento a cappotto

Perché dovrei fare un cappotto termico? A cosa serve?” Questa è una delle classiche domande che fino a poco tempo fa mi veniva rivolta da clienti e amici. I vantaggi di un sistema di isolamento termico con il passare del tempo sono diventati più familiari un po’ a tutti.
Se non altro sempre più persone comprendono che edifici costruiti con vecchie tecnologie edilizie disperdono la maggior parte dell’energia verso l’esterno.
Se vogliamo che il nostro edificio:

  • possa risparmiare energia ed avere un minor impatto ambientale
  • ci permetta di risparmiare soldi in bolletta
  • garantisca un comfort abitativo elevato

allora i nostri sforzi devono essere volti alla riduzione delle dispersioni dell’involucro edilizio.

Quali sono i problemi nelle abitazioni senza isolamento a cappotto?

Nelle abitazioni senza isolamento termico, le pareti e i vetri delle finestre sono fredde e viene avvertita una forte differenza di temperatura tra queste aree e le zone più calde, in prossimità dei radiatori o di altre fonti di calore; ciò è causa di diversi problemi che vanno da un forte “senso di umidità” in casa alle muffe sulle pareti, dagli opprimenti mal di testa degli inquilini fino ai costanti raffreddori durante tutto il periodo invernale, e via dicendo. Tali fenomeni, purtroppo, non sono riscontrabili solo negli edifici più vetusti (anni ’60 e ’70), ma sono tipici anche nelle abitazioni costruite molto di recente.

Come risolverli?

Fermo restando che una riqualificazione energetica necessita di interventi su più fronti, un criterio di massima è quello di: investire soprattutto sull’involucro edilizio, e solo secondariamente sugli impianti.

Non ha senso infatti sostituire la vecchia caldaia se l’involucro è un colabrodo! Oppure sostituire gli infissi, spendendo magari molti soldi, se poi le dispersioni arrivano attraverso le pareti o i ponti termici. Isolare al meglio l’involucro edilizio è un intervento fondamentale che ci permetterà di abbattere i consumi (il quanto ovviamente dipenderà dal tipo di intervento e di investimento).

In questo articolo vogliamo sottolineare come sia importante:

  • isolare termicamente la propria casa con il sistema a cappotto
  • preferire l’isolamento termico dall’esterno al rivestimento dall’interno

I vantaggi dell’ isolamento termico a cappotto

  • È il modo migliore per correggere i ponti termici. I ponti termici presenti nell’edificio sono rappresentati da solai, cordoli, pilastri e passaggi per impianti; possono essere dovuti ad una riduzione improvvisa dello spessore della muratura, o a una riduzione sostanziale della trasmittanza delle pareti, ad esempio per un cambio di materiale costruttivo. Il cappotto, ricoprendo tutta la superficie esterna, interviene uniformando le condizioni esterne.
  • Non c’è “limite” allo spessore dei pannelli isolanti: a differenza dell’isolamento dall’interno non si “ruba” spazio utile alle abitazioni e la normativa consente di andare in deroga alle distanze dai confini (decreti legislativi 115/2008 ed il 57/2010). Lavorando dall’esterno, possiamo definire lo spessore adatto al materiale scelto, puntando agli obiettivi energetici da raggiungere.
  • La parete è resa “calda”, cioè si sfrutta al massimo il calore prodotto per riscaldare l’edificio, trattenendolo all’interno. In questo modo si previene fortemente il formarsi di “punti freddi” e muffe sulle pareti interne.
  • Con la consulenza di un tecnico e valutando la tipologia di muratura di partenza, si potrà scegliere un materiale che oltre a migliorare le prestazioni invernali, isolando le pareti e trattenendo il calore prodotto per riscaldare la casa all’interno, migliori anche il comportamento estivo.
  • Ci sono meno vincoli nella scelta del materiale. Non deve necessariamente essere di origine naturale (anche se noi lo consigliamo!) come invece è richiesto per l’isolamento dall’interno. La scelta dei materiali, inoltre, offre una gamma molto ampia di possibilità. I materiali alla base di un cappotto termico possono essere differenti: EPS, lana minerale, fibra di legno, sughero, schiume minerali (non ho volutamente citato l’XPS tra i materiali da utilizzare nell’isolamento a cappotto, utile solo in alcuni casi). Ogni materiale ha le proprie precise regole di assemblaggio e di posa.
  • È ideale per le ristrutturazioni. Non è infatti necessario che gli inquilini lascino l’abitazione o subiscano particolari disagi. La posa, essendo esterna, può avvenire senza la necessità di spostare mobili. L’unico elemento da “rimuovere” o sostituire saranno infissi e finestre… anche se anche questo si può evitare, riprendendo il concetto del cappotto a basso spessore.

Ci sono anche svantaggi?

I rischi dell’installazione di un cappotto termico sono correlati esclusivamente ad una cattiva posa in opera, tralasciando i casi in cui non è possibile procedere dall’esterno (ad esempio perchè c’è un vincolo di legge o qualche altra problematica particolare)
Coloro che hanno scritto su Wikipedia che “un isolamento a cappotto è realizzato con materiali caratterizzati da grande potere isolante ma scarsa inerzia termica e preferibilmente deve essere applicato su murature adeguatamente pesanti” evidentemente generalizzano troppo: tale affermazione non tiene conto del fatto che esistono molti tipi di materiali, da scegliere a seconda della muratura e delle condizioni climatiche del luogo.
In altre parole, gli svantaggi di un isolamento a cappotto termico sono davvero pochi e rari, individuabili in ogni caso sin dall’inizio del progetto. Di contro, nella grande maggioranza dei casi questo sistema porta numerosi vantaggi e benefici in termini di: energia e relativi costi, comfort e benessere degli abitanti.