Da alcuni anni il tema dell’energia è costantemente oggetto di discussione. Ovviamente si tratta dell’aumento dei prezzi e, di conseguenza, delle sue ripercussioni, ovvero il congelamento dei prezzi, la concessione di aiuti e la riduzione dei consumi. Qualche tempo fa si è parlato molto delle assurdità con cui hanno dovuto confrontarsi i dipendenti del settore pubblico, ai quali è stato limitato l’uso dei bollitori. Ciò è avvenuto alla fine del 2022, quando sono entrate in vigore le norme che obbligavano gli enti locali a risparmiare energia elettrica. Il livello di riduzione era stato fissato al 10% del consumo degli anni 2018-2019 e il mancato raggiungimento di tale obiettivo comportava una sanzione pecuniaria fino a 2000 euro. Questo scenario si ripeterà?
Efficienza energetica: nuovi obblighi di rendicontazione per tutte le istituzioni pubbliche

Il Ministero del Clima e dell’Ambiente sta attualmente lavorando all’attuazione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio (UE) 2023/1791 del 13 settembre 2023 sull’efficienza energetica. Uno degli obiettivi specificati nella direttiva è quello di garantire una riduzione del consumo finale di energia in tutte le istituzioni pubbliche complessivamente dell’1,9% all’anno rispetto al 2021. Ciò comporterà l’obbligo per le istituzioni pubbliche di riferire sul consumo energetico su base annuale. Le norme in materia saranno introdotte dalla legge che modifica la legge sull’efficienza energetica e alcune altre leggi (UC77), il cui progetto è stato trasmesso il 30 settembre 2025 per l’accordo interministeriale.
Il progetto in questione prevede che, oltre agli enti locali, l’obbligo di segnalazione si estenda anche agli enti di bilancio comunali, provinciali e regionali e alle persone giuridiche locali. Le informazioni sul consumo totale di energia finale saranno inserite nel Registro centrale delle emissioni degli edifici (CEEB) entro il 31 marzo di ogni anno successivo a quello in cui è in vigore l’obiettivo. Gli enti con meno di 50.000 ma non meno di 5.000 abitanti, secondo lo stato al 31 dicembre 2025, avranno l’obbligo di rendicontazione rinviato al 31 dicembre 2026. Le unità amministrative con meno di 5000 abitanti, invece, avranno tempo fino al 31 dicembre 2029. Gli enti locali redigeranno un unico rapporto che terrà conto dei dati delle istituzioni loro subordinate, mentre i rapporti collettivi delle singole province saranno trasmessi dai governatori e dai marescialli provinciali al Presidente dell’Ufficio per la regolamentazione dell’energia.
