La casa è un ambiente che insegna numerosi valori, abitudini e costumi. Quando si condivide un pranzo o una cena, l’azione di sparecchiare la tavola appena finito di mangiare è un gesto quotidiano che molte persone compiono quasi senza pensarci, ma che può rivelare informazioni sulla personalità, le emozioni e le dinamiche familiari. Per alcuni, sparecchiare rapidamente è un segno di responsabilità appresa fin dall’infanzia; per altri, è un modo per mantenere il controllo o ridurre il disagio causato dal disordine e dalla presenza di resti di cibo.
Perché sentiamo il bisogno di riordinare subito dopo i pasti, secondo la psicologia

L’impulso immediato di riordinare può essere legato al bisogno di ritrovare la calma dopo aver condiviso un pasto. Inoltre, secondo l’Università di Navarra, la famiglia influenza in modo significativo la nostra personalità, poiché le relazioni tra i membri determinano valori, affetti, atteggiamenti e modi di essere che vengono assimilati fin dalla nascita. “Sono modelli che influenzano il comportamento e che spesso vengono trasmessi da una generazione all’altra”, commentano. Inoltre, hanno un’enorme importanza nello sviluppo personale perché ogni famiglia ha le sue dinamiche, tradizioni e un modo specifico di relazionarsi che crea un determinato ambiente familiare“. A sua volta, la ricercatrice e psicologa Belén Mesurado sottolinea nel suo libro ”Diez fundamentos psicológicos de la conducta de ayuda” (Dieci fondamenti psicologici del comportamento di aiuto) l’importanza dell’empatia, dell’altruismo e di altri meccanismi psicologici che spingono le persone a prestare assistenza. Inoltre, questi possono avere un ruolo fondamentale nella percezione del benessere e nella gestione dello stress quotidiano delle famiglie.
Cosa significa sparecchiare la tavola subito dopo aver finito di mangiare?
Questa azione può essere interpretata come un segno di efficienza, ma anche come un modo per evitare la sensazione di caos. Molte persone associano il disordine visivo a un disagio emotivo e questo le porta ad agire per ripristinare l’equilibrio.
Inoltre, la relazione tra ambiente e stato mentale dimostra che uno spazio ordinato contribuisce a ridurre la sensazione di saturazione cognitiva. In questo senso, chi riordina immediatamente tende ad avere un’elevata sensibilità agli stimoli dell’ambiente.
Un’altra caratteristica di queste persone è che hanno difficoltà a rilassarsi se ciò che le circonda non è sotto controllo. “Non si tratta necessariamente di perfezionismo, ma di una ricerca di armonia che permette loro di godersi il resto della giornata senza quel ‘compito in sospeso’ che aleggia nella loro mente”, affermano gli esperti.
Le abitudini apprese in famiglia
L’educazione ricevuta gioca un ruolo importante in questo comportamento. In molte famiglie, specialmente quelle tradizionali, viene trasmessa l’idea che sparecchiare la tavola sia un segno di collaborazione immediata e di buona educazione domestica. Pertanto, chi è cresciuto con questo insegnamento tende a riprodurlo nella vita adulta senza nemmeno metterlo in discussione.
In alcune famiglie, l’abitudine di sparecchiare la tavola subito dopo aver finito di mangiare può funzionare come un codice invisibile all’interno della casa. Mentre per alcune famiglie alzarsi per primo per sparecchiare è sinonimo di responsabilità, in altre è un atto di cortesia verso chi ha preparato il pasto.
Rastrellare la tavola: un bisogno di struttura e controllo
Un altro aspetto cruciale si presenta quando il gesto di alzarsi rapidamente è legato alla percezione di controllo. Dopo aver mangiato, l’ambiente può diventare caotico con piatti usati, resti di cibo e tovaglioli. Quindi, per chi ha una bassa tolleranza al disordine, risolvere questa situazione il prima possibile rappresenta un sollievo immediato.
Inoltre, l’impulso di sparecchiare la tavola subito dopo aver finito di mangiare può essere correlato alle persone che organizzano il loro tempo in modo molto preciso. Sparecchiare rapidamente permette loro di continuare la loro routine senza interruzioni, evitando così la sensazione di “perdere tempo” e associando l’ordine al rendimento e alla produttività.
Qual è il rapporto tra disordine e stress?

Secondo NeuroClass, l’assenza di ordine non influisce solo sulla funzionalità dello spazio, ma anche sullo stato emotivo. “È stato dimostrato che coloro che percepiscono la propria casa come disordinata tendono a provare emozioni più spiacevoli e un minore senso di controllo, con un conseguente deterioramento del benessere mentale”, avvertono.
A loro volta, commentano come lo spazio fisico della casa sia correlato ai modelli quotidiani di umore e cortisolo, un indicatore biologico dello stress. In questo senso, le persone che descrivono la propria casa come caotica o disordinata tendono a mostrare livelli più elevati di cortisolo e modelli di umore negativi.
Inoltre, avvertono che il cervello ha bisogno di filtrare costantemente le informazioni irrilevanti, un processo che viene ostacolato in un ambiente disordinato. «Questo sforzo cognitivo aggiuntivo può essere faticoso e diminuire la capacità di elaborazione mentale», affermano.
Pertanto, lo stress derivante da tale processo non solo influisce sulla produttività, ma può anche avere effetti negativi sulla salute fisica e mentale. In questo modo, l’incapacità di mantenere l’attenzione e la concentrazione può portare a una sensazione di frustrazione, tensione e ansia.
